
Un due ore fa mi bussano alla porta, ero in pijama ma ho aperto lo stesso. Fuori dalla porta una ragazza bellissima mi chiede a bruciapelo: “Quanti libri leggi in un anno?” io un pò preso in contropiede rispondo con aria da intellettuale Sessantottino “30!”. Lei mi chiede di entrare, la faccio entrare; lei mi chiede un posto dove sedersi, glielo indico e già che ci sono gli offro un thè. Ci mettiamo a parlare del mondo, dell’universo, della vita Universitaria e della mia Calabria. Lei è bella, è simpatica e ride alle mia battute più stantie. Ad un certo punto mi chiede il mio nome e la mia e-mail, la guardo fissa negli occhi e rispondo con la voce più profonda che posseggo. Dopo poco più di un’ora dice di doversene andare, l’accompagno sorridendo e con la camminata più macha che il pijama con i dogcow mi consente. Mi saluta con un gesto e una risata, la guardo andare via e rimango come un cretino per 10 minuti a fissare le scale, poi sento le braccia pesanti. Mi guardo le mani e ci trovo il primo capitolo di un’enciclopedia. E pensare che l’avevo già taggata come “La madre dei miei figli..”