set 28

No, non sono ancora tornato…

Categoria: Politica

..per adesso meditate su questo articolo:

 

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche,a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.

 

L’articolo è stato scritto da Pietro Calamandrei nel 1950, si, nel 1950. Io l’ho trovato attraverso il blog di Enoch. Per il momento non ho molto tempo quindi i link trovateveli voi, le considerazioni anche. Alla prossima settimana, spero..

3 Commentucoli a “No, non sono ancora tornato…”

  1. keeper1h Says:

    Se ti fa piacere saperlo, io ho fatto una scuola privata e non c’era nessun orientamento politico da parte degli insegnanti.
    Ma era una scuola gestita dai preti salesiani, e c’era un fortissimo orientamento rel… Com’è che ripensandoci mi pare scontato?

  2. Emanuele Says:

    Bello questo passo, grazie per averlo segnalato.
    E non scomparire di nuovo… io aspetto ancora una promessa eh! ;-) (non si dimentica! :-P )
    Ciao,
    Emanuele

  3. keeper1h Says:

    (Io su questo articolo ho meditato e medito ancora. Tanto è vero che sono vestito di arancione, pelato e svolazzo senza ritegno per la stanza. A gambe incrociate, per di più.
    Ora, prima che questa abitazione sia invasa dalla Cina, vorrei augurare pace e bene a tutti.)

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